Articolo Conferenza Elettrosmog

logo_mini
Conferenza Elettrosmog
(29 Marzo 2001)
Programma | Articolo ]

Elettrosmog è uno di quei neologismi dei quali faremmo volentieri a meno. La parola smog già porta nella mente qualcosa di irrespirabile, sporco e sicuramente dannoso per l’uomo: ma forse non è così! Per chiarirci un pò le idee l’A.S.I., (Associazione Studenti di Ingegneria) in collaborazione con Unical e con A.E.I. (Associazione Elettrotecnica ed Elettronica Italiana), ha organizzato un convegno sull’elettrosmog e sulle problematiche relative alle emissioni di campi elettromagnetici e alla loro incidenza sull’uomo. Al convegno hanno partecipato oltre ai nostri Ing. Daniele Menniti, ordinario di impianti elettrici ed elettrotecnica, e l’Ing. Giuseppe Di Massa, ordinario di campi elettromagnetici e microonde, anche un esperto di onde elettromagnetiche l’ing. Michael Coppola dell’A.E.I. e il dottor Domenico Miceli, primario del reparto di chirurgia dell’A.S.L. di Lamezia Terme.

Gli onori di casa sono toccati al presidente della nostra associazione, Antonio Congiusta che, nel ringraziare gli ospiti intervenuti ha voluto ricordare l’importanza della tematica, non solo in quanto argomento di forte attualità e fonte inesauribile di non poche polemiche ma, anche come base di conoscenza che deve sicuramente far parte delle competenze di un ingegnere, figurarsi di un futuro ingegnere.

Il primo ad intervenire è stato l’ing. Daniele Menniti che ha voluto precisare due aspetti fondamentali della problematica: il primo è che il problema non riguarda solo i ripetitori per la telefonia mobile o i tralicci dell’Enel ma, anche, i cavi della bassa tensione che attraversano le nostre città e tutti i piccoli elettrodomestici che quotidianamente usiamo nelle nostre case; il secondo è, che ciò che fa più paura alla gente comune è l’impatto ambientale e visivo che da, ad esempio, un traliccio che passa vicino casa piuttosto che un cavo della bassa tensione che invece cammina sotto i nostri piedi, sicuramente più pericoloso del primo visto che bassa tensione implica alto amperaggio e quindi forte campo elettromagnetico.

La parola è passata quindi all’Ing. Di Massa che ha precisato cosa sia un campo elettromagnetico. Innanzi tutto ha voluto spiegare come campo elettrico e campo magnetico siano dipendenti l’uno dall’altro e come uno non possa esistere senza l’altro. Ha continuato evidenziando i lati positivi delle onde elettromagnetiche (il telerilevamento e la meteorologia per esempio) e, come esse siano sempre esistite, sotto forma di radiazioni solari, e che addirittura esse risalgono alla creazione dell’universo (la radiazione fossile, che non è altro che un onda elettromagnetica che trasmette a tutte le frequenze, si è formata col big bang).Infine ha precisato come l’unico effetto fin ora realmente provato delle onde elettromagnetiche sull’uomo sia che esse, attraversando il nostro corpo, vengono attenuate e trasformate in calore: il riscaldamento è l’unico effetto certo di un campo elettromagnetico. Il riscaldamento colpisce le parti del nostro corpo meno protette e, in altre parole, gli occhi ed i testicoli.

Ha fatto seguito l’intervento dell’ing. Michael Coppola dell’A.E.I. esperto in normative tecniche sull’esposizione umana ai campi elettromagnetici. Innanzitutto ha voluto precisare che in Italia esistono già da tempo normative per le quali le emissioni debbano essere molto minori di quelle sopportabili dall’uomo. Poi ha fatto una distinzione fra emissioni a bassa frequenza, che ha definito non intenzionali nel senso che esse scaturiscono da apparecchi elettrici non direttamente rivolti alla ricetrasmissione di onde elettromagnetiche, e quelle ad alta frequenza, che invece vengono impiegate per i ponti dei gestori di telefonia mobile e per tutte le telecomunicazioni. Ha aggiunto che, negli anni, l’attenzione è stata sempre più spostata verso il campo magnetico poiché quello elettrico è facilmente schermabile e ha voluto rassicurarci sulle emissioni che producono gli elettrodomestici che usiamo tutti i giorni in casa (dal phon al ferro da stiro) spiegando, come il campo da essi prodotto, decada come il cubo della distanza alla quale ci stiamo (basta in pratica stare a 40cm dal monitor del proprio computer e non stare attaccati al microonde mentre cuoce affinché il campo assorbito sia praticamente nullo).

La parola è passata quindi al dott. Domenico Miceli il quale ha fatto un analisi strettamente medica delle onde elettromagnetiche. Anche il dottore ha confermato che l’unico effetto certo dell’esposizione dell’uomo ai campi elettromagnetici è quello termico. Ha però aggiunto che vi sono molti studi in atto sul problema ma, che gli stessi siano difficili da portare avanti per l’impossibilità di utilizzare cavie (prova a spiegare, ad un campione di popolazione, che verrà esposto per un periodo di tempo più o meno lungo, ad un emissione di campo elettromagnetico per verificare se esso possa essere causa di tumori!) ma, soprattutto, perché le patologie che si studiano hanno periodi di latenza lunghissimi (a volte anche di decine di anni). Per quanto riguarda ciò che già sappiamo, si parla soprattutto di disturbi soggettivi (cefalee, disturbi del sonno, disfunzioni biologiche) tutti disturbi però che sono stati riscontrati in casi isolati. Altri studi hanno solo dato la possibilità di affermare che le esposizioni prolungate a campi elettromagnetici <non siano del tutto sicure>.Gli unici studi che hanno dato risposte un pò più precise, hanno accertato come in persone esposte, le leucemie infantili attribuibili alle esposizioni fossero 4 su 500 (pensate a quanti sono, invece, i casi in un anno di tumori causati dal fumo di sigarette, dai gas di scarico e da tutte le emissioni di sostanze nocive nell’aria). In conclusione, nulla di certo su patologie causate dall’esposizione ai campi elettromagnetici ma, tanta prudenza e parsimonia nell’utilizzo di tecnologie che usate bene possono fare del bene all’intera umanità.

A cura di Maurizio Colica