EESTEC Congress 2002

lcbudapest
EESTEC Congress 2002
(Budapest, 17-24 Febbraio 2002)
Introduzione | Foto | Partecipanti ]

Par lavora i tri kanteRende, Maggio 2047: un’anziana signora è seduta ad una panchina del Parco Robinson e guarda i ragazzi che giocano con il loro volopattino. Passa lì davanti Francesco, un signore canuto, che riconosce nella signora la sua vecchia amica Alessandra e, dopo i vari convenevoli, i due iniziano a ricordare insieme i bei tempi andati…Fra: E ti ricordi di quando siamo andati a Budapest per il Congresso di EESTEC?
Ale: Come potrei non ricordare? L’arteriosclerosi è stata sconfitta 20 anni fa! (ma tu la curetta l’avrai fatta?)
Fra: Sono passati 45 anni, ma ricordo tutto come se fossi ancora il ragazzo di allora. Ricordo che eravamo senza acciacchi ed abbastanza pazzi da andare in piscina non appena arrivati in albergo.
Ale: È vero! Quella è stata la prima figuraccia ungherese.
Fra: Sì. Mi ricordo dello “swimming pool man” che pretendeva di farci andare in giro in costume per tutto l’albergo…
Ale: …e che ci ha odiato perché l’abbiamo invece costretto a farci da guardarobiere.
Fra: E poi, quella sera stessa, nonostante la stanchezza, siamo sopravvissuti al Welcome Party e a quei terrificanti sandwich ungheresi.
Ale: Non mi fare ricordare la fame che ho patito quella sera!
Fra: Ma tu sei incontentabile! A me il cibo ungherese piaceva, io l’ho mangiata la carne di maiale con salsina, pere e amarene annesse.
Ale: (che schifo!)
Fra: Comunque sarai d’accordo con me che l’organizzazione fu impeccabile!
Ale: Questo è certo! Ti ricordi i giochi del Welcome Party? Grazie a quelli ho fatto amicizia con Tam, quella ragazza serba che parlava così bene italiano e, poi, dopo di lei, abbiamo conosciuto le intere LC di Nis e di Belgrado che ci hanno fatto compagnia per tutta la settimana.
Fra: Per me erano un diversivo dall’inglese, visto che con alcuni di loro potevo parlare italiano.
Ale: Ma veramente io mi ricordo che tantissima gente parlava italiano e mi ricordo anche le figuracce fatte per questo motivo.
Fra: Perché, le figuracce fatte direttamente in inglese le hai dimenticate? Giusto per rinfrescarti la memoria. Una mattina a colazione con i ragazzi polacchi hai detto che era maleducazione parlare nella propria lingua quando è presente qualcun’altro che non la capisce e lo hai fatto proprio mentre loro stavano parlando polacco…
Ale: Ma io mi stavo riferendo a noi che parlavamo italiano!
Fra: Sì, ma tu non hai specificato il soggetto mentre parlavi e, poi, è possibile che dopo 45 anni l’evento ti bruci ancora? Comunque, almeno con loro, ci si poteva parlare. Io con altri, come ad esempio i ragazzi di Madrid, non sono riuscito a fare neanche quello perché si esprimevano in inglegnolo, un misto fra inglese e spagnolo. Incomprensibile!
Ale: Io avevo stretto tantissimo con Sale, quel ragazzo di Novi Sad (Novi Ligure!)… E Charlie Brown te lo ricordi? Magro, magro, magro! Veniva da Vienna, vero?
Fra: Sì, veniva da Vienna. Anche se personalmente preferisco ricordare le due parigine, Lisa e Laure, non solo perché ho potuto parlare francese con loro, ma soprattutto perché erano due belle ragazze!
Ale: Ma durante il viaggio non era Alessandro il po*co? Non ricordo che lo fossi anche tu!
Fra: Non è una questione suina, ma di pura estetica classica. Due parigine con i capelli scuri e gli occhi blu non se le scorda nessuno. E poi passavano tutto il tempo a prendere in giro Marcello, anzi lo prendevamo in giro insieme.
Ale: Marcello! Il chairman di allora! Del board di quell’anno mi è rimasta impressa Marina, la tesoriera. aveva una velocità tale nel parlare inglese che la seguivo a stento. Così come la mia compagna di stanza, Eline di Delft, di cui riuscivo a capire solo due frasi: “Metti la sveglia alle sette” e “Mi dai la chiave della stanza?”…
Fra: Ricordo però molto bene che tutte voi ragazze vi siete capite perfettamente su una cosa sola. L’ormai mitico Calendario di Facoltà. Sono tutte impazzite non appena hanno capito cos’era. Persino Maria della LC Tampere mi ha rivolto la parola non appena glielo abbiamo consegnato!
Ale: Ce n’era di gente a quel Congresso! Devo dire che ci siamo proprio divertiti!
Fra: Sì! Fa bene avere di questi ricordi! Oggi posso dire ai nostri giovani “Ne ho viste cose che voi matricole non potreste neanche immaginare…”, citando un film di quasi cento anni fa che loro non conoscono certamente.
Ale: Io invece ai giovani di oggi do sempre un consiglio. Fate tante esperienze di questo tipo, aiutano a crescere e rendono migliori.
Fra: Di tutto quel viaggio e di quella avventura una sola cosa proprio non riesco a ricordarla. Ma che vuol dire “Par lavora i tri kante”???

Alessandra Scicchitano
Francesco La Regina
LC Cosenza

Eccoci di ritorno da Budapest ed ecco l’articolo su tutto ciò che gli altri avrebbero voluto tenere nascosto a voi, ingenui pargoli, ma che io ho voluto delicatamente sbattervi in faccia.

Dura la vita in tre
Non mi lasciate portare pesi.
Era una notte buia, ma non molto tempestosa, gli organizer stavano portando dentro i viveri per la festa ed io ho voluto fare lo sborone: “La porto io la scatola con le bottigline d’acqua sul tavolo!” mentre mi stavo faticosamente portando vicino al tavolo però, un tizio vestito completamente di rosso, per fare un scherzo, mi ha sostituito il nastro adesivo ultraresistente che teneva intero la scatola con qualcosa tipo scotch dei Puffi, così a dieci centimetri dal tavolo si è riversato un mare d’acqua (in bottiglia (di plastica per fortuna)).

Non lasciate Alessandra assetata. Mai.
Premetto che c’aveva pure ragione, siamo arrivati Domenica a mezzogiorno e fino al pranzo di Lunedì l’unica acqua che c’era era quella del minibar più frizzante di una gassosa…. Così si è innervosita non poco e a un certo punto ha detto: “Se entro cinque minuti non mi portano una cassa di bottiglie d’acqua qui spacco tutto!” (scherzo).

Se volete sapere cosa vuole Alessandra chiedetelo ad un finlandese.
Una sera non stavo bene e mi son perso questa scena: un finlandese con più alcool che sangue in vena le passa una bottiglia di birra ghiacciata sul collo e poi le dice: “I know what you want” (“So cosa vuoi” n.d.t.) aggiungo poi che la stessa cosa l’ha detta a tutte le ragazze che gli capitavano davanti.

W Francesco e il cioccolato.
Che dire, dopo l’ennesimo piatto di carne ultraspeziata, un po’ di roba contrabbandata (ringo, duplo e gocciole) non ci hanno fatto che bene, specialmente ad Alessandra che spesso non toccava neanche la carne, ma questa è un’altra storia.

Non tentate di sedurre Alessandra portandola in montagna.
Durante la scalata ad un colle “dentro” la città io faccio: “Chissà quante coppiette si imboscheranno in questi anfratti” e lei “Per me non esiste: una volta salita sarei troppo stanca per fare qualsiasi cosa!” ed io: “Si ma è molto romantico” e lei “Si ma fa freddo!”

Passeggiata in solitario in tre.
Venerdì: nel primo pomeriggio molliamo il gruppo e ci ritroviamo da soli ad esplorare un caffè e una torta eccezionale. Siamo un trittico completo: ce ne sta sempre uno che non è d’accordo con gli altri due e ce ne sta sempre almeno uno che sclera al momento giusto (se non tutti e tre!)

Siamo italiani
Piscina senza ritegno.
Domenica, appena arrivati, non conoscevamo nessuno, non c’erano attività in programma, che facciamo? Ce ne andiamo in piscina! Alessandra si litiga con il custode, dieci minuti tipo: no, non si può entrare nel locale con le scarpe; no, ci si deve cambiare in camera; no, lasciate gli oggetti di valore in camera… alla fine lei si è immersa fin sopra il ginocchio. Io la guardavo storta. Il custode la guardava storta. Epidemia di strabismo?

La birra per socializzare.
Innanzitutto bisogna dire che gli altri non ci cagavano per tutto il giorno. Poi bevevano il loro bel litrozzo e ce li ritrovavamo tutti intorno… io però non sono stato da meno! A parte che ho appurato scientificamente che da brillo parlo meglio l’inglese, inoltre mi sono sparato nell’ordine le seguenti canzoni: “Certe notti” (mi chiedevano Ramazzotti ma ero già ubriaco, poi ho capito che si riferivano al cantante ma mi sono rifiutato per principio); “L’ignobile canzone di cui non ricordo il titolo” (quella dei coccodrilli e degli oran-gutan e di tutti quei ca**o di animali dell’arca di Noè!) cantata da tutti e tre; “Questo piccolo grande amore” (io e Elona, gran gn… ehm ragazza molto carina e simpatica, prima strofa e ritornello: non la conosceva nessun altro!)

Roswell.
Domenica avevo appena conosciuto la suddetta Elona, albanese che conosce molto bene l’italiano. Così ci eravamo messi a parlare. Dopo un po’ stavo facendo altro (?) e si avvicinano i miei due compagni di merende e Alessandra mi fa: “Sai, c’è quella ragazza, Elona, prima stavamo parlando (in inglese) e ho detto a Francesco in italiano che assomiglia alla biondina di Roswell. Dopo averli avvisati della bilingualità segniamo una tacca per la nostra prima figura di c**ca (che rima!).

Marco Lackovic è finlandese.
Alessandra parla con un ragazzo di Belgrado:
Lui: “Lackovic, cognome delle nostre parti”
Lei: “No, lui è finlandese” (giustamente uno che è andato un paio di volte a fare scambi in Finlandia vuol dire che è finlandese)
Lui: “Mi sembra strano, sei sicura?”
Lei: “Vuoi saperlo più di me che lo conosco!”
Lui (in tono di sottomissione): “Magari qualche trisavolo era croato…”
Seconda tacca ecc. ecc.

E’ maleducato parlare nella propria lingua quando altri non capiscono.
Pranzo: noi tre contro i tre polacchi. Ad un certo punto noi ci mettiamo a parlare in italiano. Dopo un po’ Alessandra ci riprende ed in inglese dice: “è maleducato parlare nella propria lingua, bisogna parlare in inglese!” ovviamente io, che non ero distratto come lei, mentre lei pronunciava tal affermazione, digrignavo: “Alessandra, loro stanno parlando in POLACCO”.
Terza tacca.

Libero sfogo alla valletta in noi.
Tutto iniziò durante la presentazione dell’LC. Francesco parlava delle nostre felpe e gli venne un flash: disse che io ne indossavo una e sperò che io avessi colto. Io avevo colto fin troppo, mi alzai e feci una breve sfilata in atteggio da top-model. Primo grosso applauso. Poi durante la presentazione in qualità di COC, mentre Francesco spiegava la presentazione PowerPoint e io avevo il fondamentale compito di premere i tasti PgUp e PgDn, Alessandra a mò di valletta stile ruota della fortuna indicava sullo schermo di proiezione ciò di cui parlava Francesco. Secondo grosso applauso. Infine durante la presentazione dell’exchange Francesco e Alessandra invertirono le parti mentre io distribuivo i calendari. Terzo grosso applauso. Particolare folkloristico: durante una delle tante pause un gruppetto seduto nel salottino vicino alla sala costringeva i maschietti che passavano di là a fare un giro su se stessi per mostrare il fondoschiena. Finiti i maschietti (ho dato del mio meglio!) hanno deciso che ognuno doveva scegliersi una femminuccia e mi hanno detto: “Comincia tu” io non sapevo chi importunare ma un paio di ganzi bloccano Alessandra che stava cercando di svignarsela e me la porgono. Non ho potuto dire di no, così l’ho presa in braccio (tra l’altro giorni prima lei aveva detto: “sono troppo pesante, non riusciresti mai a prendermi in braccio”) e l’ho “sfilata”… Quarto grosso applauso.

Se non ci sbrighiamo ci prendono a calci…
Immaginate la scena: il gruppone che cammina tranquillo durante un giro per Budapest e ogni tanto si deve fermare per aspettare noi (e gli spagnoli) che ci fermiamo ogni cinque minuti per fare foto: peggio dei giapponesi!

BrainMarmalade.
Giusto per dire che durante uno dei workshop io ho fatto una proposta e Francesco ha detto che non era d’accordo. In compenso nella sezione “Vespai” scoprirete che Francesco per non esporsi faceva fare a me le domande più imbarazzanti, facendomi passare per il cagac**zi che sono.

Sì, sì, va bene, però adesso LEVATI DALLE PA**E un attimo.
Scusate, avevamo appena finito la presentazione come COC ed eravamo in posizione per farci una bella foto davanti al manifesto del congresso, quando Marcello (Lusuardi, former chairman) ci si piazza davanti e chiede a Francesco se poteva da fare da noi il Direttore delle sessioni di lavoro (quello che decide chi deve parlare e quando). Cos’altro potevo rispondergli?

E’ un mondo difficile
Premi di consolazione.
Al principio Zayd, unico intervenuto dall’LC di Londra, era anche l’unico candidato come chairman di EESTEC, addirittura gli feci una dedica sullo yearbook augurandogli buon lavoro per il suo futuro da chairman. Inoltre tutti avevamo notato che lui e la Spela di Lubjiana se la intendevano. Il giorno delle elezioni però spuntò dal nulla un tale Dominik dall’LC di Zurigo, o meglio, l’unico componente di questa LC, e si presentò come chairman. Inutile dire che il vantarsi di essere stato chairman dell’LC di Londra quando fu questa ad organizzare il disastroso congresso del 2001, non abbia giovato alla campagna elettorale di Zayd; così Dominik divenne chairman di EESTEC e Zayd divenne un fantasma, nel senso che sparì dalla circolazione. Secondo me però ebbe un premio di consolazione da parte di Spela che sparì con lui subito dopo lo spoglio dei risultati. La morale di tutto ciò è: voglio anch’io un premio di consolazione!!!!!

Maria & Rocco.
Beh, con tanta gente in giro in carne ed ossa, Maria, una finlandese abbastanza gn…ehm carina e simpatica va ad abbracciare il calendario con la foto di Rocco Gestionale, quello sul ponte col portatile. La scena non avrebbe forse fatto arrabbiare anche voi altri maschietti?

Sarò incinto?
Mi fece venire il dubbio una domanda di Tami, di Nis, quando notò la mia panza: “Di quanti mesi è?”. Inoltre ero già insospettivo dal fatto che stavo mangiando per due, cioè la mia parte e quella di Alessandra a cui non piacevano le pietanze. Tra l’altro, lei stava morendo di fame e doveva pure sentirsi i caz**atoni della cameriera che le faceva: “Ma perché non mangi?”

Si prega i signori viaggiatori di addormentare con il gas i mocciosi e i tifosi in vostra compagnia. Alitalia ringrazia per la gentile collaborazione.
Quello che avremmo voluto sentire sull’aereo di ritorno da Milano, visto che avevamo passato tutta la settimana con quattro-cinque ore di sonno per notte, tra l’altro in quel momento non dormivamo da quaranta ore, mentre sull’aereo i mocciosi frignavano ed i tifosi pretendevano di sentire la radio a 9000 metri di altezza.

Ai confini della realtà
Quale sicurezza negli aeroporti?
Scena prima, aeroporto di Lamezia: io passo i controlli, mi accorgo di non aver salutato la sorella di Alessandra, i poliziotti mi fanno tornare indietro e quando ripasso NON mi controllano.
Scena seconda, aeroporto di Lamezia: la borsa di Alessandra fa scattare il metal detector e il furbo dopo averle fatto aprire la valigia, senza perquisire le chiede: “Per caso ha un coltello?”. Voi come avreste risposto?
Scena terza, aeroporto di Lamezia: la sorella ed il ragazzo di Alessandra riescono a salire sul tetto dell’aeroporto per salutarci senza che nessuno li blocchi e senza trovare porte chiuse, dopo un bel pezzo un carabiniere che li aveva visti da fuori li riprende e li fa scendere, ma ormai avevano avuto tutto il tempo di prendere l’aereo tranquillamente a bazookate…

Squadra nazionale di sbandieratori all’attacco!
Ebbene si! Ne esiste una e l’abbiamo vista in partenza per chissà dove da Malpensa per andare a fare i campionati mondiali…

Uno stappabottiglie “Vini di Calabria”.
Notato la sera appena arrivati sul banco del comitato di accoglienza di Budapest. Qualcuno di voi viziosi sa come può esserci arrivato?

Tartine = Tragedia.
Prendete una fetta di pane di ieri spessa tra i due e i tre cm, spalmatele sopra uno strato di maionese e poi ricoprite il tutto con uova sode e cetriolini, poi lasciatela aspettare all’aria assieme ad altre cento uguali finché la maionese non assumerà il tipico colore giallognolo, otterrete ciò che gli organizzatori pretendevano fosse la nostra cena per la Domenica di arrivo. Meno male che avevamo i Ringo!

Noi ci nutriamo di vespai
Numero minimo di membri per LC.
Come accennai prima, Francesco mi disse di chiedere durante uno dei meeting se era il caso di escludere da EESTEC le LC che non avessero almeno una decina di membri. Tutto per vedere chi si inca**ava di più…

Microsoft vs Linux.
Devo ammetterlo: è stata una mia idea. Chiesi al tipo che venne a fare pubblicità alla Microsoft se era vero che essa aveva comprato Red Hat (per chi non lo sapesse Red Hat produce una famosa versione di Linux). Grazie al mio ottimo inglese bastò un quarto d’ora per fargli capire la domanda ma alla fine rispose: “No”. Però da lì ne scaturì qualcosa di incontrollabile da parte di tutti gli altri congressisti, tutti pro-Linux, che non facevano altro che dire che Linux funzionava meglio di Windows. Mi sa che ci siamo giocati Microsoft per il futuro, come sponsor.

Cos’altro, nonostante tutte le nostre (dis)avventure siamo stati votati all’unanimità Comitato Organizzatore per il Congresso del 2003 (l’unica votazione unanime!)!!!!!

AleX Ruffolo
LC Cosenza